Alto riconoscimento della Repubblica Francese al nostro socio Claudio de Polo Saibanti

Claudio De PoloPARIGI – Il 10 novembre 2016 a Parigi, Claudio de Polo Saibanti è stato nominato “Cavaliere dell’ordine delle Arti e delle Lettere” di Francia.
È il più alto riconoscimento della Repubblica Francese a chi si è distinto nelle Arti e nelle Lettere. Viene concesso dal Ministro della Cultura e della Comunicazione a personalità francesi e straniere. Lo scorso novembre, la designazione a “Cavaliere dell’ordine delle Arti e delle Lettere” è stata data da Madame Azoulay, Ministro della Cultura, a un italiano, Claudio de Polo Saibanti, presidente di Fratelli Alinari. Un prestigioso riconoscimento per l’attività della più antica azienda di fotografia al mondo.

La cerimonia si è svolta il 10 novembre a Parigi, al Musée de l’Armée, alla presenza del Direttore del museo Generale di Divisione, Christian Baptiste, e del Direttore aggiunto, David Guillet, oltre che della Direttrice di tutti i musei di Francia, Madame Marie-Christine Labourdette, dalle cui mani Claudio de Polo ha ricevuto l’onorificenza. La preziosa insegna riconosce i meriti dell’attività della Fratelli Alinari sia in termini di promozione della cultura e della fotografia italiane in Francia che di quelle francesi in Italia.

A De Polo è stato dato merito per aver promosso in Italia la conoscenza di importanti fotografi d’Oltralpe come Doisneau e Brassai con progetti editoriali ed espositivi quali “Doisneau Le merveilleux quotidien” e “Brassai pour l’amour de Paris”, ma anche “Picasso e la fotografia”, “Izis il poeta della fotografia” o “Bettina Rheims. Rose c’est Paris”. Parimenti sono numerosi i progetti Alinari diffusi in terra francese: fra questi le mostre “L’Europa delle immagini”, “Napoleone III e l’Italia: la nascita di una nazione 1848-1870”, “Caffè Greco”, “Gli Archivi Alinari e la sintassi del mondo. Omaggio a Italo Calvino” “Cavour e la contessa di Castiglione”. Non solo, sono state ricordate anche le reciproche collaborazioni con importanti archivi fotografici ed agenzie fotografiche francesi (Réunion des Musées Nationaux, Parisienne de Photographie, Roger Viollet).

L’onorificenza, tuttavia, ha più ampio respiro e vuole premiare l’uomo-imprenditore che, a vario titolo, è riuscito ad avere un’influenza determinante, promuovendo cultura e arti. Marie-Christine Labourdette, in un ampio excursus sulla carriera di de Polo, è partita dalla sua formazione a Trieste, “città d’ispirazione letteraria -così Labourdette- in cui si fondono la cultura italiana, la tradizione germanica e l’effervescenza slava”.

L’investitura a soli 36 anni a Commendatore del Lavoro della Repubblica Italiana, “il colpo di genio” -parole di Labourdette- di acquisire e far confluire nell’archivio Alinari importanti fondi fotografici italiani e stranieri, la successiva opera di digitalizzazione delle immagini, l’apertura di due Musei, uno della Fotografia (il MNAF a Firenze) ed uno dell’Immagine (AIM a Trieste) sono solo alcune delle tappe professionali che ha scelto di ricordare. “Alinari, azienda di fotografia per antonomasia, attraverso le sue fotografie ha fatto conoscere le vedute e i paesaggi di Roma, Napoli, Firenze e del resto d’Italia.

Oggi i suoi progetti espositivi continuano a essere uno strumento notevole per la diffusione dell’arte nel mondo” ha sottolineato la Direttrice dei Musei di Francia. È stata ricordata anche l’attività di Claudio de Polo, dirigente per oltre due decenni e poi amministratore delegato della Stock, nonché la fondazione nel 1933, assieme alla moglie Gianna, del museo della comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”, che ha presieduto per 10 anni.

Ma la propensione e lo stretto legame del Presidente di Alinari con la Francia hanno anche altre radici: a lui si deve la prima riproduzione della più antica carta topografica della capitale francese, datata 1566, un plan de Paris, l’unico orientato Est-Ovest, riprodotto in 950 esemplari esposto alla presenza dell’allora Sindaco di Parigi, Jacques Chirac, in una mostra all’Hotel de Ville.

Significativa, infine, l’adesione, in qualità di uno dei soli 3 italiani, all’Associazione Internazionale dei Bibliofili, con sede a Parigi, presso la Bibliothèque nationale de France, nel 1971

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