Rotary Club Firenze Nord
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CONFERENZA di PIERO BECHINI Da LA NAZIONE del 9 maggio 2009 riportiamo l'articolo di Tommaso Strambi


Gli scenari geopolitici del XXI secolo

Piero Bechini al Rotary Club Firenze Nord

LA CRISI economico-finanziaria mondiale,gli scenari di conflitto ancora aperti in molte aree del mondo (dall’Afghanistan alla Somalia, dalla Liberia alla Colombia, ma anche nell’Europa Est) sono in grado di mettere in discussione la supremazia dell’Occidente nel mondo? Quali mutamenti
geopolitici è possibile prevedere nel prossimi anni? E, in particolare, come evolverà il XXI secolo? Sono stati questi gli interrogativi al
centro dell’interessante conferenza che il dottor Piero Bechini ha tenuto nei giorni scorsi a Villa Viviani in occasione di una serata conviviale
promossa dal Rotary Club Firenze Nord.
L’incontro che aveva come tema, appunto, «Luci e ombre sul XXI secolo. Analisi geopolitica e prospettive», è stato introdotto da Umberto
Cecchi, giornalista e scrittore, direttore di Canale 10 e dal presidente del club Giancarlo Berni.
«I fatti internazionali degli ultimi mesi del 2008— ha esordito Piero Bechini —sembrano aver riportato indietro le lancette della storia,
proponendo una retorica verbale, un’escalation militare e una contrapposizione, che dopo la lunga parentesi seguita alla fine della
Guerra Fredda vede di nuovo confrontarsi gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica». Un ritorno al passato segnato da un «collegamento — ha
spiegato Bechini — fra criminalità transazionale e le zone di vuoto di legalità». Situzioni di crisi che interessano l’area dei Balcani, l’Asia e
l’Africa con il ritorno della pirateria nel Corno d’Africa. «Tutti scenari—ha proseguito Bechini — che sono condizionati dal ‘convitato di
pietra’ del consesso internazionale: il terrorismo internazionale, collegato all’incubo dell’apocalisse». In questo quadro il XXI secolo
potrà essere il secolo di una modifica dello scenario unipolare dell’attuale ordine mondiale?
Per Piero Bechini almeno nel medio periodo è difficile che si possa assistere a un mutamento significativo e in grado di sovvertire l’attuale
assetto dell’ordine mondiale. «Nell’ambito di un periodo futuro, dai venti ai cinquanta anni — ha chiosato Bechini — la situazione
dovrebbe essere cristallizzata in quanto non diventeranno veri ‘competitors mondiali dell’unica superpotenzia mondiale le potenze
regionali con aspirazioni mondiali (Russia, Cina India). Il divario tecnologico e il gap militare sono tali sia in termini di investimenti che
di superiorità tecnologica che appare difficilmente annullabile in un arco temporale relativamente breve». In conclusione, quindi,
per Piero Bechini «in assenza di fattori esogeni alla realtà dei Paesi coinvolti (da una parte l’Occidente nella sua accezione più ampia
e dall’altra i potenziali avversari) per tutti i primi 50 anni del XXI secolo la supremazia assoluta dell’Occidente
è altamente probabile».
Tommaso Strambi


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