Rotary Club Firenze Nord
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3 FEBBRAIO 2010: SERATA CON IL PROF. PAOLO GROSSIIl Professor Paolo Grossi,Giudice della Corte Costituzionale e fiorentino, è stato relatore il 3 febbraio, in una serata organizzata dal ns club. Dopo le presentazioni di rito da parte del presidente Gen. Dott. Antonio Nicotra, il Prof. Grossi ha parlato su un argomento di scottante attualità: “Il Diritto nell’ età della globalizzazione “.
Alla serata hanno partecipato il Dott. Andrea De Martino Prefetto di Firenze, il Dott. Francesco Tagliente Questore di Firenze e il Dott Renzo Renzi Assistente del Governatore del distretto Rotary 2070.

Il ns socio Prof. Giulio Bernini ce ne propone una sintesi.

Il diritto è il complesso di regole che disciplinano i rapporti intersoggettivi in un determinato ordinamento e da cui una società civile non può prescindere (è “il vestito del corpo socio-economico sottostante”); deve pertanto essere sempre adeguato alle concrete esigenze della realtà sociale.
Il periodo storico in cui viviamo può esser qualificato di transizione (“a mezzo di un guado”) fra l’età moderna, caratterizzata dalla statualità del diritto contenuto nei codici, e quella post-moderna in cui istanze economiche e tecnologiche hanno messo in crisi il diritto positivo vigente, non sempre e comunque non tempestivamente adeguato alle esigenze di una società in rapida evoluzione.
Il processo di unificazione degli Stati dell’Europa ha poi costituito momento, sede di frizione e confronto fra i sistemi che caratterizzano la legislazione anglosassone (common law) e quella continentale (civil law).
Istituti giuridici (es. franchising) elaborati dalla prassi di un capitalismo maturo sono stati portati alla attenzione dei Giudici che hanno dovuto farsi carico di sopperire a lacune, inadeguatezza ed intempestività del legislatore nazionale con la creazione di un nuovo diritto per disciplinare il caso concreto.
La rivoluzione infotelematica degli ultimi decenni ha dato luogo al fenomeno della globalizzazione del diritto, inteso come ricerca ed esigenza di norme che regolino in modo uniforme rapporti commerciali, indipendentemente dalle delimitazioni territoriali delle frontiere nazionali entro cui è costretto il potere legislativo di ogni singolo Stato.
Si assiste così ad una pluralità di canali di produzione di norme giuridiche: accanto alla fonte statale, convivono quella comunitaria e, soprattutto, le prassi create dal corpo socio-economico sottostante.
In questo quadro cambia decisamente il modo in cui l’operatore del diritto si rapporta con la pluralità di fonti normative: non più mero lettore ed interprete di una norma scritta, certa e di produzione esclusivamente statale, ma protagonista nel “cantiere” di formazione di un nuovo diritto originato dalla prassi commerciale, flessibile e tempestivamente adeguato.
Quello attuale è dunque un momento storico fertile per il giurista, chiamato a collaborare nella costruzione di un nuovo sistema di diritto positivo.
Come in ogni processo evolutivo, specie se rapido, sono insiti rischi ed è esigenza prioritaria salvaguardare quel minimo etico che deve presiedere ad ogni contrattazione e, soprattutto, i diritti fondamentali della persona e del contraente debole contro i possibili abusi del potere economico, teso principalmente a realizzare regole che assicurino il massimo profitto.




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