Urgenze dal dentista durante la quarantena? Come prevenirle

I dentisti sono sempre aperti per le urgenze durante la quarantena
I dentisti sono sempre aperti per le urgenze durante la quarantena

FIRENZE – Non si va quasi mai dal dentista a cuor leggero. Figuriamoci durante la quarantena forzata per l’emergenza Covid19. Tra il mal di denti e il pensiero di entrare in un «ambiente sanitario» a distanza quasi zero da chi deve lavorare con la tua bocca aperta, le preoccupazioni non diminuiscono. Ne abbiamo parlato con l’odontoiatra Silvio Bonanni, socio del Rotary Firenze Nord, relatore ad un caminetto online del club mercoledì 29 aprile. 

«Va detto subito – dice Bonanni, che è anche segretario sindacale regionale per la Toscana dell’ Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) – che da sempre noi dentisti siamo attenti al tema delle infezioni batteriche e virali. Tra le categorie mediche, posso dire che siamo quelli che meglio devono essere attrezzati per limitare il contagio e la diffusione virale». 

Ma di fatto come si può evitare di correre dal dentista in queste settimane di quarantena? 

Solo con la prevenzione, cardine di tutta la medicina. È quella che, se eseguita con regolarità, ci può permettere di evitare le cosiddette urgenze e farci dormire sonni più tranquilli. 

Spesso ci si ricorda del dentista quando non se ne può più fare a meno

È vero, ma bisogna anche sapere che le malattie più importanti che portano ad un’urgenza possono interessare sia il dente che i tessuti che lo sostengono. Nel primo caso i batteri che metabolizzano gli zuccheri presenti in bocca, attraverso l’acidificazione della saliva, intaccano il rivestimento di smalto che protegge il dente portando a quella che è conosciuta come carie dentale. Se la carie aumenta di dimensioni fino ad arrivare in prossimità della polpa, quella che contiene il nervo, si può avere la sintomatologia dolorosa tipica dell’infiammazione pulpare e che talvolta non risponde nemmeno ai comuni farmaci antinfiammatori, rendendo così necessario l’intervento del dentista che dovrà provvedere alla cosiddetta devitalizzazione.

Il dottor Silvio Bonanni, nel suo studio odontoiatrico
Il dottor Silvio Bonanni, nel suo studio odontoiatrico

La carie è l’unico nemico da fronteggiare per tempo? 

Certo che no. Altri tipi di batteri presenti nella bocca agiscono diversamente e attaccano invece i tessuti che sostengono il dente dando luogo a una malattia diversa che prende il nome di parodontite. È quella che una volta era conosciuta come piorrea. L’osso e il legamento che sostengono il dente si riassorbono e il dente piano piano comincia a muoversi fino, nei casi più gravi, a cadere. Questa malattia colpisce il 60 % della popolazione, il 10% in modo grave e il restante in maniera lieve o moderata. 

C’è un rapporto tra parodontite ed età ?

Anche se esistono forme giovanili, la parodontite di solito si presenta dai 35 anni in poi aumentando con l’età. Si manifesta prevalentemente su persone geneticamente predisposte ovvero chi ha in famiglia parenti che presentano questa malattia possono avere più probabilità di ammalarsi. Ma oltre che sui soggetti predisposti si riscontra anche nei forti fumatori. Essere ammalati di parodontite porta a essere esposti a una maggiore probabilità di avere problemi cardiovascolari e di sviluppare il diabete. E’ stato anche osservato che le donne in gravidanza ammalate di parodontite hanno maggiore possibilità di avere un parto prematuro.

Qualche altro «nemico» insidioso? 

C’è un’altra patologia che non va trascurata. È il tumore del cavo orale, sempre più frequente nella popolazione e che manifestandosi in maniera subdola con sintomi scarsi o lievi portano il paziente a sottovalutare l’importanza di un’immediata visita dal dentista. Viceversa una periodica visita odontoiatrica può consentire di “prendere in tempo” questo tumore. Si evita così che la persona possa sottoporsi a interventi anche molto demolitivi che, oltre che sulla qualità della vita, influiscono anche sulla sua futura sopravvivenza.

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