Periodico Rotariano
Rivista del Rotary Club Firenze Nord
 
"Visita alla Richard Ginori"

VISITA ALLA RICHARD GINORI

 

Il 23 Aprile un gruppo di soci del Rotary Club Firenze Nord, in numero di  ha effettuato una visita allo stabilimento della Richard Ginori a Sesto Fiorentino.

 

Il programma concordato con la società prevedeva:

·        la visita allo stabilimento

·        a seguire la visita al museo

·        un accesso allo storico outlet “la Botteguccia”.

 

All’entrata allo stabilimento siamo stati accolti dal Direttore alle Risorse Umane dr Fabio Pecchia insieme alla gentile ed efficiente sig.ra Valentina Suggelli

La visita guidata è stata organizzata in due gruppi , per problemi di sicurezza, accompagnati da due dipendenti dell’azienda, uno coordinato dalla sig.ra Puggelli e l’altro dal sig. Luca Schwarz .

 

 

VISITA ALLO STABILIMENTO

 

E' soltanto intorno al 1710 che in Europa,ed esattamente a Meissen,fu scoperto il sistema per trasformare,con l'ausilio del fuoco,caolino ed altri minerali macinati in una materia bianca,dura e traslucida detta porcellana;prima di allora la porcellana dura veniva prodotta soltanto in Estremo Oriente.

Il ciclo produttivo della porcellana,così come si svolgeva a Doccia nel XVIII secolo,si può così sintetizzare:

 

 

Il percorso è iniziato dal Reparto Modellazione dove siamo stati accolti con gentilezza e maestria dal capo reparto che ci ha spiegato il processo di formazione dei modelli

Poi siamo passati nel reparto della fase di preparazione dell'impasto a base di caolino,quarzi e feldspati.

Successivamente si passa alla fase modellazione:che consiste nella preparazione dei modelli e delle forme.

Il reparto successivo è quello della foggiatura: a tornio,pressa e colaggio nelle forme.

Dopo siamo passati al reparto della biscottatura:cottura dell'oggetto a 1.000° circa

Il pezzo uscito cotto a 1.000° circa passa alla lavorazione di rivestimento con vernice trasparente.Questa fase è eseguita nel reparto della invetratura. Il capo reparto ci ha magistralmente spiegato i vari processi di cottura per arrivare alle varie tipologie di ceramica  (vedi biscuit)

Il pezzo rivestito passa alla seconda cottura a 1.400° circa. Eseguita nel successivo reparto del calo artistico dove ci è stato spiegato  che il  calo  del pezzo dopo  essere uscito dalle varie fasi di cottura a 1000°  e 1400° avviene per la  perdita di acqua.  Si nota la risultanza del colore da “crudo” a “cotto” ( soprattutto nel blu e rosa )

 

A questo punto il prodotto è quasi finito, manca solo la decorazione con decalcomanie. La fase consiste nella rifinitura e nella apposizione di calcomanie e nella modellatura a mano.

Il procedimento nel tempo non è cambiato molto anche se la calcomania ha preso il posto del decoro a mano, eseguito con pigmenti minerali ed oro, che oggi viene usato soltanto per eseguire modellature e completamenti.

La decorazione viene fissata con cottura detta di fissaggio.

 

 

VISITA AL MUSEO RICHARD-GINORI DELLA MANIFATTURA DI DOCCIA

 

Il Museo che è stato progettato da Pier Niccolò Berardi ed è stato inaugurato nel 1965 e contiene,oltre agli oggetti prodotti nel tempo nello stabilimento,anche cere,plastiche e disegni industriali di Gio Ponti.

 

All’entrata del  museo siamo stati accolti dalla responsabile  che ci ha accompagnato nella varie sale illustrando le caratteristiche delle collezioni presenti

 

 

 

 

CONVIVIALE

 

La conviviale meridiana si è tenuta presso l’Hotel Villa Stanley Ristorante la Limonaia con soddisfazione di tutti i soci presenti nell’ambiente immerso nel parco ed una cucina diversa  da quella abituale della ns sede.

 

Alla fine della conviviale diversi soci si sono recati all’outlet La Botteguccia dove ai soci era stato riservato un ulteriore sconto del 10%.

 

Un ringraziamento particolare al Presidente della Richard Ginori Dr Roberto Villa cha con la sua disponibilità ha permesso questa interessante visita.

 

 

 

LA STORIA DELLA AZIENDA ( testo fornito dalla Società)

 

Richard Ginori

 

Lo stile Richard Ginori 1735. Simbolo di  valori estetici squisitamente  italiani Richard Ginori è nome emblematico,   nel mondo,  per la  porcellana artistica. 

Il suo  stile  leggero e sofisticato, dopo oltre duecentosettant’anni, si riconosce per l’armonia e ricercatezza di  forme e decori. Il senso dell’eleganza, la ricerca di bellezza e perfezione ispirano  ciascun  pezzo. L’inesauribile capacità creativa della  manifattura Ginori ha lasciato un segno in ogni epoca: i primi bassorilievi in  stile settecentesco e tardo barocco, le forme impero e quelle sinuose dell’art déco, i moduli rigorosi del design moderno fino al linguaggio decorativo attuale.   

Nel ricco repertorio di oggi siglato Richard Ginori 1735 , che oltre a oggetti e vasellame propone soprattutto infinite  forme per la tavola, preziosamente decorate ma anche in bianco porcellana e bone china,  resistono tracce  storiche e vintage che convivono con proposte più rigorose e concettuali, e   persino interpretazioni decorative più trendy. In  una sintesi  di stili sofisticati, delicati, deluxe accomunati da un linguaggio estetico universale. Non mancano pezzi esclusivi realizzati su richiesta in limited edition.

Maestri di decorazione e pittura. Per produrre questa fusione di stili e  dettagli  eccellenti, vengono utilizzati stampi e forme della vecchia tradizione; a questo si aggiunge l’unicità del tocco artistico della  pittura e della decorazione a mano,  segni distintivi dei   prodotti  Richard Ginori 1735.  Gli interventi dei maestri pittori,  per  pezzi destinati alla tavola e in particolare per urne o vasi molto preziosamente dettagliati, superano  anche le duecento ore  di  paziente concentrazione.  Un valore aggiunto che conferma  l’antica fama  degli stabilimenti di Sesto Fiorentino (ex Manifattura di Doccia), a ragione ritenuti tra i più gloriosi  opifici esistenti,  nei cui reparti si  ricalca  la laboriosità artistica delle botteghe di pittura  rinascimentali.  

Il rinnovamento e i grandi designers.

Il geniale architetto Gio Ponti fu direttore artistico di Richard-Ginori tra il 1923 e il 1930. Il suo programma di rinnovamento integrale di forme e decori, di grafica e loghi ha lasciato una traccia significativa. Il linguaggio di Ponti è un’originale interpretazione dell’Art Déco. Nell’Archivio del Museo di Doccia sono conservati il suo carteggio e i disegni autografi. Alcuni pezzi famosi vengono continuamente chiesti in prestito dai più autorevoli musei del mondo. Ma anche in tempi più recenti, negli anni Novanta, Richard-Ginori ha inseguito il rinnovamento degli stili e ha commissionato a nove talenti del design italiano, scelti nell’ambito milanese, altrettanti progetti. Tutti in bianco assoluto, improntati all’essenzialità moderna e alla revisione del percorso estetico del passato i meravigliosi prototipi di Achille

Castiglioni, Enzo Mari, Aldo Rossi, Angelo Mangiarotti sono visibili al Museo Doccia, mentre altri sono stati messi in produzione, come il servizio di Sergio Asti (la forma Nuvola) e la proposta di Albini-Helg-Piva (Odissea in vitreous china). Un filone di pulizia di forme e moduli già precedentemente esplorato con successo da Giovanni Gariboldi, successore di Ponti. Suo il servizio Ulpia, presentato in Triennale nel 1954 e gli ancora attualissimi impilabili pezzi del servizio Colonna (premio Compasso d’Oro nel 1954). Un’ottica minimalista ripresa anche da Gino Campana, direttore della manifattura fino al 1974, con il set di ispirazione “cinese” Song e circa trent’anni più tardi dal progetto di Giugiaro Design (servizio Funè, 2004).

Le nuove firme. Sempre negli anni novanta ad artisti noti per l’abilità decorativa e pittorica, viene richiesto lo sviluppo di un nuovo concept di segni e  colori: si distingue il  belga Jean Michel Folon che nel 1995 trasporta sulla porcellana la sua inconfondibile tecnica sfumata (piatto Alba sul mare).  Da qualche anno Richard Ginori si è avvicinata ad un altra importante espressione creativa italiana, il design  moda. Nascono  accordi con nomi illustri. Dal 1997 la collaborazione con lo stilista e architetto  Gian Battista Vannozzi,  studioso di forme e decori, di una ricerca sull’equilibrio tra cerchio e quadrato racchiusa nell’elegante forma  Diagono; quindi nel  2004 un accordo con Missoni che propone il Tableware Missoni Home dal forte appeal coloristico (ormai famosi i set Bianconero, Margherita, Carousel); un ulteriore legame con lo stilista Oscar de La Renta  aggiunge a questa esplorazione contemporanea un tocco di new decor americano. 

La fabbrica dell’oro bianco. Una storia piena di fascino, una struttura  antica che ha saputo mantenere gloriosamente la  leadership nell’arco di quasi duecentosettant’anni,  adeguandosi ai cambiamenti dettati dalle evoluzioni epocali senza mai rinunciare all’eccellenza  artistico-creativa. La “fabbrica dell’oro bianco” nasce nel 1735 nel granducato di Firenze, dalla grande mente imprenditoriale  del marchese Carlo Andrea Ginori.  Quando l’ aristocratico fiorentino,  avvia a Doccia   nella villa  della  tenuta di famiglia,  quella che poi diventa una delle più famose manifatture della porcellana artistica,  la febbre dell’oro bianco, aveva appena contagiato l’ Europa. La messa a punto è difficile ma poi la manifattura decolla. Se nel 1747, nella fabbrica di Doccia sono in funzione 2 fornaci, una per la maiolica, l’altra per la porcellana,  nel 1774 i dipendenti  diventano  circa un centinaio. Nel 1838 le fornaci sono 5, tre per le maioliche e le stufe e 2 per le porcellane e i  dipendenti quasi 200. Nel 1889 le fornaci sono diventate 15 con circa 1200 dipendenti. La guida illuminata della famiglia Ginori prosegue fino al 1896 anno in cui  avviene la fusione con l’industria ceramista milanese Augusto Richard, che già possiede molte  fabbriche al nord. Nasce così la  Richard-Ginori.  Numerose all’epoca  le innovazioni meccaniche  introdotte  nei laboratori: se da un lato si realizzano i modelli “classici” della produzione docciana, nascono i nuovi esemplari che risentono delle tendenze dell’Art Nouveau. Quando l’architetto Gio Ponti assume la direzione artistica, il suo programma di rinnovamento  lascia un  segno indelebile e significativo.   L’espansione è intensa e  continua tanto che nel 1930 la superficie edificata raggiunge 80.000mq, con 40 forni e 2000 dipendenti.

Dopo l’ultima guerra mondiale si decide la costruzione di una nuova Manifattura più ..”vicino alla strada”.. edificata con criteri razionali e moderni a Sesto Fiorentino, dove nel 1958 verrà traslocato da Doccia lo storico stabilimento. E qualche anno più tardi anche il Museo.   

Nel 1970 viene affrontata una nuova acquisizione dell’azienda da parte di Finanziaria  Sviluppo e Liquigas, nel 1998 la manifattura Richard Ginori viene  rilevata da Pagnossin.

 

Nel 2007 Richard Ginori viene acquisita da Starfin spa noto gruppo finanziario facente capo a Roberto Villa oggi presidente della storica manifattura. Rinasce la Storia.