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Periodico Rotariano Rivista del Rotary Club Firenze Nord |
“ Il Sexy-Gossip: Le Donne ed i Padri della Patria ” relatore il Brig.Gen.me. Prof. Antonio Santoro Presso il Grand Hotel Villa Medici si è tenuta il 21 ottobre alle ore 20.15 una interessante e brillante conviviale su un tema forse un po’ curioso Le Donne ed i Padri della Patria, sapientemente illustrato dal poliedrico Brig.Gen.me. Prof. Antonio Santoro. Dopo il saluto alle Bandiere, il tocco di campana ed una lauta cena con piatti abruzzesi, il Presidente Antonio Nicotra ha presentato il relatore, il Brig.Gen.me. Prof. Antonio Santoro, che sapientemente ci ha intrattenuto descrivendoci i Padri della Patria del Risorgimento come uomini, uomini dei nostri giorni. Ecco quindi Camillo Benso conte di Cavour, del segno del leone che, come si addice ai nati sotto questo segno, non era un sentimentale e non riuscì mai a costruire una relazione seria frequentando diverse donne, anche sposate e straniere. Morendo lasciò una bella provvigione a Virginia Oldoini, bella donna fiorentina irrequieta ed intraprendent, definita dal relatore una “Cicciolina” dell’epoca. Giuseppe Garibaldi, sposato tre volte e con otto figli, di cui una bimba, la piccola Anita, avuta da una domestica. Vedovo dopo la prima moglie Anita, giovanissima ragazza brasiliana che per amore di Garibaldi abbandonò il marito ciabattino, ebbe donne non molto belle e giovani ma ricche. La seconda moglie fu Giuseppina Raimondi, molto più giovane di lui, che lasciò poco dopo la cerimonia. Infine l’ultima Francesca Armosino che lo seguirà fino agli ultimi giorni. Il sognatore dell’Europa unita, Giuseppe Mazzini, aveva una forte stima delle donne, una visione paritetica ma non seppe avere un amore fisso. Gli piacevano le donne straniere e ricche, come Jessie White, scrittrice inglese, che fu anche infermiera con Garibaldi. Mazzini ebbe una relazione con Giuditta Bellerio Sidoli, che fu anche amante di Cavour. Infine Vittorio Emanuele II, che amò veramente solo una donna la popolana Rosa Vercellana, nonostante il matrimonio con la cugina Maria Adelaide d’Asburgo Lorena e le sue altre numerose amanti. Di stimolo per tutti è stata la conclusione del relatore al quadro complesso e pieno di intrecci delineato: “chi è senza peccato scagli la prima pietra” (Vangelo di Giovanni, VIII, 7), ossia la storia è vecchia, i giorni nostri sono già stati vissuti, non è il caso di investirci di moralismi che poi comunque si ritorcono contro. Al termine della relazione, dopo la risposta del relatore ad una domanda del Presidente, è scoppiato un vivace applauso, quindi la piacevole serata si è conclusa con il tradizionale tocco della campana. |