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da sin Pasquale Longobardi, Luca Bardelloni, Renzo Lombardi

Il mondo subacqueo, una realtà da conoscere e proteggere

da sin Pasquale Longobardi, Luca Bardelloni, Renzo Lombardi
da sin Pasquale Longobardi, Luca Bardelloni, Renzo Lombardi

Che cosa c’è davvero sotto la superficie del mare? Non soltanto un mondo subacqueo da esplorare, ma un ambiente nel quale si incontrano medicina, ricerca scientifica, professioni, tecnologia, economia e sicurezza. È il viaggio nel mondo della subacquea che il dottor Pasquale Longobardi ha proposto ai soci del Rotary Club Firenze Nord, presieduto da Luca Bardelloni, nell’incontro di mercoledì 30 settembre 2026. Medico impegnato nella medicina subacquea e iperbarica, nella ricerca e nella formazione, Longobardi ha raccontato un percorso nato da una passione molto personale: quella di un bambino che a Napoli si tuffava dal ponte e che, entrando in mare, si sentiva «se stesso». Una passione divenuta negli anni professione, con un obiettivo rimasto immutato: comprendere che cosa accade all’uomo in un ambiente straordinario e contribuire alla sicurezza di chi vi opera. 

Un ambiente di lavoro e di ricerca

Dall’immersione ricreativa a quella tecnica, scientifica, militare e professionale, il mondo subacqueo richiede competenze, preparazione e procedure profondamente diverse. Longobardi ha portato l’attenzione soprattutto su chi ha nel mare il proprio luogo di lavoro: operatori impegnati su navi, porti, impianti e strutture sommerse, fino alle attività in saturazione, nelle quali i subacquei possono vivere per settimane in ambienti pressurizzati. Un settore che riguarda direttamente anche la Toscana, dove alle attività produttive si affiancano ricerca e formazione: la Scuola Superiore Sant’Anna e il CNR, Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa, collaborano nella formazione e nella ricerca in medicina subacquea, mentre Grotta Giusti offre un ambiente particolare per l’addestramento in grotta. 

Sotto il mare passa anche la nostra economia

Ma sotto la superficie non ci sono soltanto uomini e ambienti da esplorare. Sul fondo del mare corre una parte delle infrastrutture dalle quali dipendono comunicazioni, dati e attività economiche. Longobardi ha così allargato lo sguardo alla dimensione strategica della subacquea: cavi, strutture e impianti devono essere posati, controllati, protetti e riparati. Un comparto nel quale entrano ormai in gioco sensori, mezzi autonomi e robot destinati alle ispezioni e alla manutenzione remota, senza però sostituire la necessità di competenze umane specialistiche. Anche il legislatore italiano, ha ricordato il relatore, è intervenuto nel 2026 con nuove norme dedicate alla sicurezza delle attività subacquee e alla valorizzazione della risorsa mare. 

La sicurezza si costruisce prima di entrare in acqua

Il tema della sicurezza ha attraversato l’intero intervento, fino al richiamo alla tragedia delle Maldive, nella quale hanno perso la vita cinque subacquei italiani e un soccorritore maldiviano. Longobardi ne ha parlato con prudenza, distinguendo i fatti documentati dalle ipotesi e lasciando alle indagini la determinazione delle cause. Da quell’episodio è arrivato però un messaggio più generale: addestramento specifico, pianificazione dell’immersione, controllo dell’attrezzatura, riserva di gas e lavoro di squadra costituiscono il margine di sicurezza che deve essere costruito prima di entrare in acqua. 

Una conclusione che ha ricondotto l’incontro alla domanda iniziale: che cosa cerchiamo davvero sotto la superficie? Ricerca, lavoro, opportunità economiche e conoscenza, certamente. Ma soprattutto la capacità di comprendere ciò che possiamo proteggere e chi dobbiamo proteggere.

Il dottor Pasquale Longobardi durante la sua relazione al Rotary Firenze Nord
Il dottor Pasquale Longobardi durante la sua relazione al Rotary Firenze Nord

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