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L'ammiraglio Enrico Credendino con i presidenti del Rotary Firenze Nord Marcello Janovitz (a sin) e del Rotary Firenze Certosa Andrea Lopponi

Credendino: il mondo subacqueo tra opportunità e sicurezza nazionale

L'ammiraglio Enrico Credendino con i presidenti del Rotary Firenze Nord Marcello Janovitz (a sin) e del Rotary Firenze Certosa Andrea Lopponi
L’ammiraglio Enrico Credendino con i presidenti del Rotary Firenze Nord Marcello Janovitz (a sin) e del Rotary Firenze Certosa Andrea Lopponi

FIRENZE – Il 70% delle risorse necessarie per la vita degli esseri umani si trova sopra o sotto la superficie marina. Gli oceani giocano un ruolo cruciale nel regolare il clima della Terra e rappresentano una grande porzione del pianeta rispetto alle terre emerse. Il trasporto via mare è più efficiente e meno inquinante rispetto ad altri mezzi. In futuro si prospetta un aumento dell’uso di mini reattori nucleari per le navi, che offriranno un’energia pulita necessaria per gestire tecnologie avanzate. 

Questi alcuni dei temi affrontati dall’ammiraglio di squadra Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina, in una serata interclub con i Rotary Firenze Certosa e Firenze Nord, presieduti da Andrea Lopponi e Marcello Janovitz. L’incontro si è svolto giovedì 4 settembre nella cornice di Villa Bardini davanti ad un suggestivo panorama della città di Firenze. 

«In Italia – ha detto tra l’altro Credendino – abbiamo un ottavo di frontiera terrestre ma i sette ottavi sono una frontiera liquida». Ne consegue che i rischi e le opportunità per il paese derivano principalmente dal mare. Investire in marittimità è essenziale: ogni euro speso in questo ambito genera un ritorno economico maggiore.  Il mondo subacqueo rappresenta una grande opportunità anche se è rimasto meno esplorato rispetto allo spazio. Solo il 2% dei fondali abissali è stato mappato, e si stima che il 40% del cibo del futuro proverà dal mare. 

SICUREZZA SOTTOMARINA E DRONI SUBACQUEI

«Non tutti sanno – ha ricordato il capo di Stato Maggiore della Marina – che il 98% delle comunicazioni digitali viaggiano principalmente su cavi sottomarini, che sono vulnerabili a danni». È necessaria una maggiore sicurezza e sorveglianza di queste infrastrutture. L’Italia sta sviluppando una rete di sensori e droni per monitorare la zona economica esclusiva e sfruttare le risorse marine. È stata creata una centrale operativa per la gestione delle informazioni subacquee e sono stati attivati progetti per sviluppo tecnologico. L’obbiettivo è migliorare la situazione sott’acqua e garantire la sicurezza e l’uso sostenibile delle risorse marine.

Due anni fa è stato attivato il Polo Nazionale della Dimensione Subacquea che riunisce tutti gli operatori che in qualche modo si occupano di subacquea. Sono stati presentati otto progetti, già maturi, che riguardano lo sviluppo di sensori e lo sviluppo di droni. «Oggi noi non abbiamo un drone nazionale – ha detto Credendino – ma i droni che usano le nostre industrie hanno tutte componentistica estera. Grazie al Polo nazionale e a tutti gli operatori che lavorano in questo settore, riusciremo a sviluppare entro 2026 il primo prototipo di un drone totalmente nazionale che quindi ci metterà nella posizione di vantaggio rispetto ad altri paesi». 

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